CANILE    


Tutto comiciò …

             nel lontano 1990, quando ancora per i cani randagi esisteva la pena di morte, un piccolo gruppo di persone cui stava a cuore la loro sorte, decise di fare qualcosa per salvarne almeno alcuni.  Da lì l’idea di prendere in affitto un piccolo appezzamento di terreno dove poterli collocare  con la speranza di poter, successivamente trovar loro una affidabile adozione. Per far posto ad altri…. naturalmente e… così fu. NERINA

            Gli inizi non furono facili, prima di tutto l’appezzamento di terreno non era di certo attrezzato per accogliere cani, quindi fu necessario un duro lavoro di sfoltimento pruni e rovi che lo avevano invaso.  Finalmente fu costruito il primo grande recinto per accogliere i primi ospiti, un gruppo di cani che scorazzavano per la via Mastacchi terrorizzando i passanti.  Erano 6, tutti adulti e poco socievoli ma non aggressivi, paurosi dell’essere umano perché da lui avevano avuto solo minacce e niente amicizia.  Furono fantasiosamente chiamati “Il Branco Mastacchi” anche se ad ognuno di loro fu assegnato un nome naturalmente.  L’ultima rappresentante, Nerina,  ci ha lasciato nel 2006  alla ragguardevole età di 18 anni o forse più. (foto a destra)

 

            Il 1991, con l’avvento della nuova legge che aboliva la pena di morte, vide incrementare il numero dei cani bisognosi di asilo.  Un altro recinto fu aggiunto al primo, un’altro, un’altro e poi un’ altro ancora…moltissimi i cani ospitati, alcuni per poco, felicemente adottati,  altri per lunghissimi anni.  Naturalmente altri volontari si unirono al gruppo che aveva intrapreso la grande avventura riuscendo così, con le sole proprie forze,  a migliorare la struttura dandole, anche se alla buona, un aspetto da “rifugio per cani”. 

            Nell’ottobre del 1998 nasce l’Associazione “Baffi e Code per Amici” e, con l’iscrizione al Registro Comunale del Volontariato, il riconoscimento del comune (da cui peraltro non riceve sovvenzioni).

            L’associazione è piccola, non a livello nazionale, ma il suo operato non si limita solo alla gestione del rifugio, bensì con le sue sole forze è riuscita e riesce ad intervenire in situazioni esterne ad esso, come ad esempio con sterilizzazioni e cure veterinarie per cani di persone bisognose.

Il rifugio di oggi è dovuto esclusivamente all’ingegno, impegno e passione dei volontari a cui come compenso basta la soddisfazione di aver aiutato cani e (perché no?) persone.      

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

      
 

 

          
 

 


 

 


 

 


 

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